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La nostra storia !!! |
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Cenni storici di Alberto Giudice
Siamo a Caselle in Pittari paese sorgente
nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano a 460 m. sul livello del mare.
Le indagini archeologiche compiute negli
ultimi decenni documentano che il territorio
fu abitato sin dall´età preistorica;
infatti nella Grotta di San Michele si è rinvenuta ceramica appartenente
all´orizzonte preistorico.
Altre rinvenimenti, riferiti all´età
del Bronzo Finale (1150 - 900 a.C.), si sono
rinvenuti in località Laurelli.
Reperti, databili all´età del
Ferro (fine VII sec. a.C.), sono stati rinvenuti
sul Colle Serra.
Nel V secolo a.C. i Lucani, provenienti dalle
aree interne, si insediano in località
Laurelli luogo in cui impiantano un abitato
prolifico sino al III secolo a.C. epoca in
cui il territorio fu conquistato dai Romani.
A seguito della caduta dell´Impero
romano Caselle è ricordato dalle fonti
per la pratica del culto dell´Arcangelo
Michele, diffusosi nel territorio nel VII
secolo con l´arrivo dei monaci bizantini,
sul monte San Michele.
Agli inizi dell'XI secolo il principe longobardo
di Salerno, Guaimaro III, fondò sul
Monte San Michele o Pittari l´Abbazia di Sant´Angelo i cui resti sono tuttora visibili al di
sotto del complesso criptologico.
Nel 1067 Caselle è menzionata nella
Lettera Pastorale con la quale l´Arcivescovo
di Salerno Alfano I annunciava al clero la
nomina a vescovo dell´abate di Cava,
Pietro Pappacarbone, nella ricostituita Diocesi
di Policastro.
Nel 1137 Caselle è menzionata nel
"Catalogus Baronum" come "territorio"
dipendente dal Cenobio e dalla chiesa di
Santa Maria di Grottaferrata di Rofrano. Sempre nello stesso elenco, nel 1154, Caselle
è registrata come possedimento di
Gisulfo di Padula.
In epoca angioina, in particolare negli anni
della guerra del Vespro (1282 - 1302) combattuta
dagli Angioini di Napoli e gli Aragonesi di Sicilia, Caselle dovette costituire uno
dei castri (fortezza) della seconda linea
difensiva interna come sembrano testimoniare
i resti del maschio a forma di torre cilindrica.
Nel 1299 Carlo II lo Zoppo assegna Caselle
al Principato Citeriore e divenne in seguito,
nella prima metà del XIV secolo a.C.,
possedimento della famiglia Sanseverino (il
primo feudatario fu Almerico Sanseverino
a cui successe il figlio Tommaso).
Nel 1386 il re di Napoli affidò Caselle
a Guarello Orilia poiché i Sanseverino gli
si erano schierati contro nella lotta con
Luigi II D´Angiò.
Nel 1442, con l´inizio della dominazione
aragonese (1442 - 1504) nel Regno di Napoli,
Caelle fu affidata ad Almerico, figlio di
Tommaso Sanseverino, a cui successe il figlio
Guglielmo che nel 1485 prese parte alla Congiura
dei Baroni contro Ferrante D´Aragona.
Le truppe aragonesi ebbero la meglio e Guglielmo
fu privato di tutti i suoi feudi per aver
partecipato alla Congiura: Alfonso II nominò
governatore il milite Valerio De Gizzis di
Chieti.
Nel 1496 Guglielmo, per volere di Ferdinando
II, fu reintegrato in tuti i suoi beni e
Caselle ritornò in possesso dei Sanseverino
(Roberto II rilevò nel 1506 la terra
di Caselle a cui successe, nel 1510, Ferrante).
All´inizio del XVI secolo la dominazione
spagnola sostituì quella aragonese.
Caselle, dopo anni difficili caratterizzati
dalle scorrerie dei pirati saraceni e turchi,
si ingrandì e offrì condizioni
favorevoli di vita sino agli ultimi decenni
del XVI secolo. Nel 1570 Pietro De Stefano
acquistò Caselle per la somma di 11.500
ducati. Il dominio dei De Stefano si protrasse
sino al 1674 anno in cui Pietro, ultimo della
nobile famiglia napoletana, fu costretto
a vendere il feudo al giudice Angelo Cristiani
a causa dei debiti che aveva assunto e che
non riuscì a pagare: i nobili furono
costretti a contrarre debiti a causa delle
carestie, dell´eccessivo carico fiscale
e delle epidemie che ridussero le entrate.
Nel 1683 il feudo fu ereditato dal figlio
di Angelo Cristiani, Didaco a cui successe
il figlio Angelo Maria. Quest´ultimo
mantenne il feudo sino al 13 giugno 1764,
giorno in cui divenne feudataria del marchesato
la figlia Chiara. Il feudo passò ai
Mazzarotta che dominarono sino all´eversione
delle leggi feudali (1806). |
| Testo tratto dal sito istituzionale: www.comune.caselleinpittari.sa.it |
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